Non c’è solo l’iPad. In Canada, i giornali puntano sui colori e sulla carta
Per i grandi editori americani, il futuro dell’informazione passa attraverso la rete. Il padrone del Wall Street Journal, Rupert Murdoch, lancerà presto un nuovo quotidiano fatto su misura per iPad e anche il direttore del New York Times dice che si potrebbe fare a meno della carta nei prossimi anni. Un giornale canadese, il Globe and Mail, è deciso a seguire una strategia diversa: ha approvato un piano di investimenti lungo diciotto anni per stampare a colori, su carta raffinata, ogni pagina del quotidiano. Leggi Come cambia la carta stampata americana - Leggi Se Murdoch cavalca la tavoletta

Per i grandi editori americani, il futuro dell’informazione passa attraverso la rete. Il padrone del Wall Street Journal, Rupert Murdoch, lancerà presto un nuovo quotidiano fatto su misura per iPad e anche il direttore del New York Times dice che si potrebbe fare a meno della carta nei prossimi anni. Un giornale canadese, il Globe and Mail, è deciso a seguire una strategia diversa: ha approvato un piano di investimenti lungo diciotto anni per stampare a colori, su carta raffinata, ogni pagina del quotidiano. “E’ una sfida al mercato – spiega il direttore generale, Phillip Crawley – Per noi, questo è l’equivalente dell’iPad”.
Il Globe and Mail è il quotidiano più diffuso del Canada. Vende trecentomila copie al giorno e supera le 350 mila con l’edizione del sabato. Alle spalle ha una storia cominciata a metà Ottocento ed è molto popolare fra i conservatori: è stato il primo giornale del paese con un’applicazione per l’iPhone e per la tavoletta di Apple, ma questo non ha cambiato il suo spirito. La riforma costerà al gruppo un miliardo e settecentomila dollari, una cifra che comprende l’acquisto di nuovi macchinari per la stampa. Il quotidiano è tornato di recente sotto il controllo della famiglia Thomson, la stessa dell’agenzia Reuters, che lo aveva ceduto alla compagnia telefonica Bell nel 2001. L’annuncio di Crawley arriva in un momento decisivo per la stampa canadese.
Un grande concorrente come il National Post rischia la bancarotta e non può rispondere all’attacco del Globe and Mail; il Toronto Star non se la passa meglio: il piano di ristrutturazione per rimettere in sesto i conti della società è appena partito e prevede tagli al personale e incentivi alla pensione. Per questo, gli analisti nordamericani guardano con un po’ di invidia al mercato canadese. Oltre il confine la stampa è un’industria più viva che mai e c’è un quotidiano che cerca di spazzare via i rivali usando le vecchie maniere. Le agenzie pubblicitarie hanno già benedetto la nuova stagione di Crawley.
“Il volume delle inserzioni è già cresciuto e molti clienti stanno valutando l’ipotesi di tornare a investire sulla carta dopo aver visto il nuovo Globe”, dice Sunni Boot di ZenithOptimedia Canada, una società di marketing con sede a Toronto. Colore e carta lucida non trasformeranno il foglio dei conservatori in una rivista per ragazze, promette il direttore, John Stackhouse: il sito internet continuerà a fornire aggiornamenti in tempo reale, il quotidiano avrà storie e approfondimenti di due pagine. “Il Globe è già il giornale più serio del Canada – dice – Ora sarà anche il più sexy del mondo”.
Il Globe and Mail è il quotidiano più diffuso del Canada. Vende trecentomila copie al giorno e supera le 350 mila con l’edizione del sabato. Alle spalle ha una storia cominciata a metà Ottocento ed è molto popolare fra i conservatori: è stato il primo giornale del paese con un’applicazione per l’iPhone e per la tavoletta di Apple, ma questo non ha cambiato il suo spirito. La riforma costerà al gruppo un miliardo e settecentomila dollari, una cifra che comprende l’acquisto di nuovi macchinari per la stampa. Il quotidiano è tornato di recente sotto il controllo della famiglia Thomson, la stessa dell’agenzia Reuters, che lo aveva ceduto alla compagnia telefonica Bell nel 2001. L’annuncio di Crawley arriva in un momento decisivo per la stampa canadese.
Un grande concorrente come il National Post rischia la bancarotta e non può rispondere all’attacco del Globe and Mail; il Toronto Star non se la passa meglio: il piano di ristrutturazione per rimettere in sesto i conti della società è appena partito e prevede tagli al personale e incentivi alla pensione. Per questo, gli analisti nordamericani guardano con un po’ di invidia al mercato canadese. Oltre il confine la stampa è un’industria più viva che mai e c’è un quotidiano che cerca di spazzare via i rivali usando le vecchie maniere. Le agenzie pubblicitarie hanno già benedetto la nuova stagione di Crawley.
“Il volume delle inserzioni è già cresciuto e molti clienti stanno valutando l’ipotesi di tornare a investire sulla carta dopo aver visto il nuovo Globe”, dice Sunni Boot di ZenithOptimedia Canada, una società di marketing con sede a Toronto. Colore e carta lucida non trasformeranno il foglio dei conservatori in una rivista per ragazze, promette il direttore, John Stackhouse: il sito internet continuerà a fornire aggiornamenti in tempo reale, il quotidiano avrà storie e approfondimenti di due pagine. “Il Globe è già il giornale più serio del Canada – dice – Ora sarà anche il più sexy del mondo”.